martedì 28 febbraio 2012

OLTRE il femminismo, indiscutibilmente un difficile momento storico per la mascolinità



“io ero rimasta al terziario e lui era l’uomo del futuro, lucido, razionale, con poco spazio per i sentimenti. Tutto giusto, ma il mio underground di ragazza borghese allevata nella mistica dei sentimenti, anche se io l’avevo rifiutata come sovrastrutturale rispetto al vero rapporto che c’è tra uomo e donna, tra l’individuo e la società, era purtroppo così radicato nel mio subcosciente che ecco, come una beffa, proprio nel momento in cui prendevo coscienza di me stessa e della mia funzione, tornava a rendermi un essere indifeso e debole. Avevo un bel ripetermi, come se fossero slogan, i capisaldi programmatici della lotta femminista: il matrimonio è il primo strumento di repressione, è la cellula in cui si penetra il delitto di lesa personalità, bisogna abbattere questa struttura perché così com’è rappresenta una prigione per la donna moglie e madre. Certo, mi dicevo, eppure io quest’uomo lo voglio e se il matrimonio rappresenta una sicurezza allora che venga.
[ ] Ora abbiamo troppo da fare. Inseguiamo le nostre ideologie. Siamo quelle marxiste, femministe, capitaliste…Sì, abbiamo troppo da fare a riscoprire la nostra dimensione di un’umanità estirpata dal quieto limbo, dove vigeva lo status quo, e proiettata verso un futuro incerto dove diventa sempre più un dovere esercitare una dialettica spregiudicata…”
Foemina Ludens, Francesca Di Martino.




Cinguettando su Twitter, stamattina, ho letto alcune citazioni di un testo nelle quali ho trovato grandi affinità con le mie, nonchè con le chiacchere tra amiche di questi ultimi giorni.
Se la causa della donna si pone, è una causa vinta”. E poi ''La donna non è in rapporto dialettico con il mondo maschile. Le esigenze che essa viene chiarendo non implicano un’antitesi, ma un muoversi su un altro piano”, e ancora ''Non riconoscendosi nella cultura maschile, la donna le toglie l’illusione dell’universalità”.



Il femminismo oggi e altre verità

Così mi è venuto in mente, sorridendo, quel periodo della mia vita in cui la prof. del liceo mi assegnava letture extra, legate al mondo del femminismo. Una parola che non mi è MAI piaciuta, sia per l’-ismo, di accezione evidentemente negativa, sia per il femm- che allude alla sfera animale più della donna e non alla sua coscienza in quanto tale. La prof. lo faceva con buone intenzioni. Mi vedeva sfuggire agli schemi di una cultura ancora patriarcale e credeva fossi in rivolta, mentre la mia non era una lotta. Non c’era nulla contro cui lottare. Non nel 2000. Nasceva piuttosto una consapevolezza in me. La sensazione, poi diventata certezza, dell’ impossibilità di effettuare un qualsiasi paragone tra uomo e donna o di stendere dei bilanci.
E ringraziamo le donne che negli anni ‘70 hanno portato avanti battaglie, fisiche e letterarie, contro il sessimo e per la rivendicazione di diritti, che hanno diffuso una consapevolezza di genere…ma oggi andiamo avanti, per carità! Dimostrando di non dover dimostrare un bel nulla. Piuttosto, preoccupiamoci dell’uomo. Disorientato e spodestato da quel trono che per secoli ha scaldato col sedere, oggi mi sembra perduto. Spesso (ahimè) zerbino in amore, lascia alla compagna la parte del “poliziotto cattivo” con i figli, si preoccupa dei peli superflui e di uscire bene in foto. Insomma: la donna sempre più cazzuta con il doppio compito di madre e lavoratrice e l’uomo sempre più interessato ad assomigliarle. E mi chiedo: ma non sarà anche colpa nostra? Che il nostro fare da mammina pignola rompiscatole l’abbia inebetito??? E allora: Che la forza sia con te Uomo!!!! Meno burro cacao e più dopobarba.


Considerazioni finali

Riassumendo, per chi non è riuscito a capire le mie molteplici e distorte considerazioni:
  • Trovo, in questo momento storico, il femminismo quanto mai ridicolo.
  • Citare Star Wars non significa per forza essere nerd.
  • Con rammarico mi duole appurare che, col passare degli anni, la donna diventi una figura socialmente e psicologicamente sempre più forte e che l’uomo, al contrario, nel tentativo di raggiungere livelli di forza tali, si stia femminilizzando.
  • Attribuisco la colpa di tutto ciò anche alle donne stesse (tipo alle mamme che erroneamente trattano i propri figli maschi come dei deficienti  incapaci di prendere decisioni);
  • Trovo favoloso il romanzo di cui vi propongo un passo. Impeccabile e ironica disamina del mondo femminista. In più finale col botto;
  • Spero di non aver offeso la sensibilità di nessuno, anche perché l’uomo, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Non fosse altro che per dividere noi donne mentre ci tiriamo i capelli l’un l’altra.





                                                                                               La vostra amichevole Zia Cin di quartiere
Posta un commento
Si è verificato un errore nel gadget

Nipoti