martedì 13 marzo 2012

Divina Commedia. Se è divina non arderà.



“Piacere” disse Montag.
“Voglio presentarti Jonathan Swift, autore di quel malvagio libro politico I Viaggi di Gulliver! E quest’altro è Charles Darwin, e questo è Schopenhauer, e questo è Einstein, e questo al mio fianco è il signor Albert Schweitzer, un pensatore di gran cuore, davvero! Qui ci siamo tutti Montag: Aristofane, il Mahatma Gandhi. Gautama Buddha, e Confucio, Thomas Love Peacock, Thomas Jefferson, Lincoln, se permetti. Siamo anche Matteo, Luca e Giovanni.” Tutti intorno risero sommessamente.
“Impossibile” disse Montag.
“Oh, possibilissimo, anzi!” rispose Granger con un sorriso. “Perché anche noi siamo dei bruciatori di libri. Leggevamo i libri e poi li bruciavamo, per paura che ce li trovassero in casa. I microfilm non servivano, eravamo sempre in viaggio, non volevamo dover sotterrare il film in attesa di ritornare. Sempre il rischio di essere scoperti! Meglio tenersi tuto quanto in testa, dove nessuno può venire a vedere o sospettare nulla! Noi siamo tutti pezzi e bocconi di storia, letteratura, codice internazionale, Byron, Tom Paine, Machiavelli o Gesù Cristo, ecco tutto.”

                                                                                  Fahrenheit 451, Ray Bradbury




In un Paese (per non dire in un mondo) dove 15 persone vengono recluse di propria sponte in una casa per mesi e spiati da tutti mentre si scaccolano per la gioia e si accoppiano per la noia. In un Paese dove i rappresentanti del popolo li conosciamo non per un (dico UNO) programma politico, ma per la minorenne che hanno abbordato, per la barzelletta sugli omosessuali, per il revival delle scarpe con la zeppa utili a comparire nelle foto di rito, per il chirurgo che ha fatto soldi riempiendo le loro rughe di botox. In un Paese dove la domenica lo stadio è zona franca e ognuno può sfogare i propri risentimenti più biechi, prontamente annunciati dallo psicanalista, contro la figura paterna assente, contro la moglie pignola, contro la routine del lavoro in ufficio e contro. In un Paese dove se usi i tacchi sei di destra quindi stupida, facile, vuoi fare politica, comparire in tv, ma se non li usi sei di sicuro di sinistra, bacchettona, repressa, scrivi i discorsi per il popolo, ma non  li vuoi leggere, non vuoi comparire, comparire è da gente di destra. In un Paese pieno di contraddizioni ed etichette da appiccicare alla gente come sui vasetti della marmellata, di polentoni che sono razzisti con i terroni, di terroni che sono razzisti con gli stranieri, di stranieri che sono razzisti con i razzisti. In un Paese come questo, come si fa a chiedere che la Divina Commedia venga abolita dai programmi scolastici ministeriali per i suoi contenuti diseducativi, islamofobici, razzisti ed omofobici??? Per carità non scherziamo con queste cose, Benigni si sta facendo grande e potrebbe sentirsi male, non scherziamo.



La nostra Comedìa, capite??? Il poema che rappresenta in tutto il mondo la cultura italiana. E non solo! Che rappresenta, con dolce melodia di endecasillabi, la storia della nostra lingua, la storia dell’evoluzione del nostro pensiero (perché offre una visione del pensiero di allora), la storia di un Amore vero e puro, oltre la morte e il senso della vita. Un classico all’avanguardia più di tante altre opere contemporanee.
Finiremo per imparare  a memoria le grandi opere e i classici perché non vadano bruciate dalla censura? Qui mi viene in mente la puntata dei Simpson dove Lisa organizza un circolo segreto dove si studia la teoria evoluzionistica di Darwin, rimossa dall’elenco dei testi scolastici di Springfield, in favore del creazionismo…
Ennò! allora qui siamo razzisti anche contro i giovani che, a quanto pare, si valutano ignoranti, e privi delle facoltà mentali e di capacità di rielaborazione dei testi che leggono. Tanto vale chiuderli in una campana di vetro perché non prendano freddo e vederli morire di allergia al pulviscolo atmosferico, una volta usciti, perché l’organismo non ha avuto la possibilità di abituarsi. Allora via tutto! Via Baudelaire in Francia, via Bretton Ellis in America...è un circolo vizioso che non ha senso.
Siamo un po’ alla frutta, credo. Ci incartiamo nella nostra stessa voglia di giustizia e pace, e dimentichiamo di preservare e difendere il nostro passato, senza il quale non esiste alcun futuro.

                                                                                                                                 Zia Cin

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