lunedì 2 aprile 2012

Cambio di stagione. Denuncia di un disagio sociale sottovalutato e ignorato



“Si crepa. Questo caldo mi fa uscire pazzo.” Disse
“Questo caldo ti fa rendere conto di quello che sei” gli dissi io.
“Un momento! Vuoi darmi del matto?”
“Quasi tutti lo siamo. Ma la cosa rimane segreta”
“E va bene, metti che sta fregnaccia è vera, quanta gente col cervello a posto c’è al mondo? Ce n’è qualcuno?”
“Pochi”
“E quanti”
“per ogni miliardo?”
“Dì, su”
“mah, diciamo un cinque o sei”
“cinque o sei???” disse Indian Mike “cazzo santo!”
“senti” disse Tony “ e com’è che non ci beccano?”
“ecco siccome siamo tutti pazzi, ne rimangono pochi, troppo pochi per rinchiuderci tutti e così ci lasciano andare in giro matti come ci troviamo.”

                                                Storie di ordinaria follìa: erezioni, eiaculazioni, esibizioni
Charles Bukowski



“Aprile dolce dormire” nel mio mondo, di zia di seconda età (terza era troppo), diventa “Aprile dolce svenire”. Inizia il mio periodo Twilight. Anzi no, perché nella saga, se non mi sbaglio, i vampiri erano pure vegetariani (come mandare a puttane la reputazione di una categoria stimata e temuta) e a me invece, si consiglia vino che fà buon sangue e sangue che fà buon vino (carne rossa). Ad ogni modo, è questa la mia vita da qui a sei mesi: una vita di pressione bassa. Una vita di clausura fino alle 19,00, di ricerca costante e spasmodica dell’ ombra, di liquirizie che trasbordano da tasche e borse, di discorsi a rallentatore, di cappelli della benzina bagnati in testa come li piccinni scemi a mare, di giovani maschi muscolosi che mi fanno aria con giganteschi ventagli rosa piumati (ok sto esagerando), di acqua e zucchero, acqua e zucchero a garganelle, e di nemici, tanti nemici. Come quella mia cugina che, come ogni donna classe ’70–‘80, sognava da sempre il giorno del suo matrimonio e il momento in cui sarebbe uscita vittoriosa dalla chiesa, vestita di bianco, mano nella mano con l’amore della sua vita, accolta da amici e parenti armati di riso che abbonda sulla bocca degli sciocchi, e invece… Amici, parenti e riso erano impegnati a soccorrermi in uno dei miei trionfali svenimenti. Come da protocollo gambe all’aria per far scendere il sangue alla testa e poi libretti della chiesa a mo' di ventaglio, acqua santa che giacché ti benedice figlia mia, le opinioniste di Maria De Filippi che “l’avevo detto io che era troppo magra”, il cugino di papà che torna col pasticciotto alla crema 3.540 calorie che ti riprendi sicuro e “Dottore chiami un dottoreeee”, come nei trailer di Maccio Capatonda, che poi ti arriva sempre il nipote, quello uscito cretino della famiglia, che ha studiato per fare l’assistente dell’assistente al dentista e pretende di dire la sua. 
In tutto ciò la sposa è uscita ma, ahimè. non ha trovato nessuno ad attenderla. La folla era poco più giù, sulle scalinate ad assistermi e, corpo di mille balene! Il momento è passato. Quanto mi odia da 1 a 10 lei secondo voi?



A quanto pare(e questa è l'unica consolazione) non sono l’unica. Le vedi appostarsi all’ombra di colonne e tettoie. Accarezzare allupate vecchi frigo-bar e strofinarsi cubetti di ghiaccio sui polsi, come fossero gocce di Chanel n.5. Sono loro, donne di seconda età tutto il mondo, terrorizzate dal cambio di stagione e dalle sue nefaste implicazioni. Disponibili a una vita degna di essere chiamata tale solo dalle 19,00 o’clock in poi. Non prima grazie.

                                                                                    La vostra amichevole Zia Cin di quartiere
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