mercoledì 16 maggio 2012

Una questione importante, ma veramente. Il Metablog



Il dottor Scoto chiuse il libro e rivolgendosi a me – Ebbene – soggiunse – nessuno meglio di Lei può sapere che questo è vero. Ed io, per quanto ancora non sia libero e indipendente da Lei, ne sono una prova. Ne sono una prova tutti i personaggi creati dall’arte. Alcuni hanno pur vita troppo effimera, altri immortale.
Io guardo a mia volta il Dottor Leandro Scoto che mi si dimostra così erudito e gli domando: - scusi, dove vuole arrivare con questa dissertazione teosofica – estetica? –
- Alla vita! – esclama allora lui con un gesto melodrammatico. – Io ho voglia di vivere. Ho una gran voglia di vivere, per la mia e l’altrui felicità. Mi faccia vivere sognore! Mi faccia viver bene, la prego. Ho buon cuore, guardi! Un discreto ingegno, oneste intenzioni, parchi desiderii: merito fortuna. Mi dia, prego, un’esistenza imperitura.-


Sei personaggi in cerca d' autore, Luigi Pirandello





Cari nipoti miei, oggi vi parlo di una cosa davvero, ma davvero importante. Che pochi sanno tra l’ altro. Ma prima, piccola parentesi, mi preme salutare i nipoti che mi seguono dallo Zimbabwe! Sì, proprio da lì. Perché quando hai un blog succede pure questo. Le statistiche di google mi dicono che mi seguite anche voi! E qui nasce un certo dubbio sulla veridicità e sull’attendibilità di tali analisi… però,  meglio salutare tutti, vero? Pure i nipoti del Perù, della Germania, della Spagna, del Regno Unito e che dire dei siciliani in America!!! Quanti ce ne sono di siciliani in America. Quasi quanto i pugliesi in Lombardia. Quasi eh! Insomma salutiamo tutti quelli che google mi dice visitino questo blog e non ne parliamo più. Siete i benvenuti! Che poi, gestire un blog, è una responsabilità alla fine. Ti legge tutto il mondo, virus e spam inclusi, esigenti come sono, e la pressione aumenta. 
Io, per esempio, ho cominciato tanto bene con i primi post pieni di consigli per i nipotini miei. Consigli veri, di chi predica bene e razzola male certo, ma questa è la professione di una zia. Il suo codice deontologico per capirci. E poi? Sono finita a scrivere proprio di tutto. Cacchiate mai sentite - e mo le sentite qua – storielle di tutti i giorni, tratte dalla mia vita. Senza alcuna responsabilità verso i miei lettori mi sono messa a raccontare i fatti miei. Perché ti capita così quando hai un blog, ora lo so. E’ un veleno. Ti corrode l’anima il Blog. Ti ammicca, ti abbraccia, ti cinge la vita. Non è bello, ma piace. Sarà perché si siede e ti invita a parlargli di te. Come se fosse realmente interessato alle baggianate che dici. Poi ti approva, mentre vaneggi, con cenni gentili della testa e sguardi di approvazione. Finché non ti fa sentire onnipotente, ti induce alla scelleratezza e all’ incoscienza più nefasta. 
E pure adesso, che ho fatto? Ho promesso una questione importante nel titolo e invece? Era una bufala per attirarvi, per condurvi alla lettura di questo post con trucchetti da web writer da quattro soldi, lo ammetto. E un po’ mi viene pure da ridere      :DDDDDDDDD   Però la smetto subito :DDDDDD  E ritorno seria. Perché queste non si fanno. Non si illudono i nipoti, altrimenti quale credibilità avrai in futuro in qualità di Zia? Nessuna. Ma non credevo di averla neanche prima, se è per questo. Una Zia è così. E’ una zanzara che ronza ronza intorno all’ orecchio, e tu la scacci, la scacci perché parla troppo, e ti tira pure brutti scherzi, perciò la sottovaluti e la ritieni inaffidabile. Però, se durante il ronzìo, capisci almeno una sola frase tra quelle pronunciate, vedrai che in fondo in fondo, tra morali, ramanzine e pigliate per il c*, tutti i torti poi non ce li aveva. Almeno su qualcosa.
Tutto questo perché volevo fare una prova di Metablog. Ma secondo voi esiste? E soprattutto: abbiamo metabloggato?  Cioè, voglio dire, abbiamo messo in pratica l’arte del Metablog? Abbiamo svelato l’artificio illusorio dello spazio virtuale di questo blog? Come il Meta Teatro, per intenderci. Abbiamo fatto blog nel blog?
Non lo so, ma dopo tutto “All the world is a stage”(cit.).
Slegando la citazione da questo post beffardo, per farmi perdonare, questo è il consiglio di oggi della Zia.
                                                          
                                                                                                                          Zia Cin
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