sabato 29 dicembre 2012

Grazie 2012


Caro 2012,
mancano pochi giorni alla tua dipartita e Capodanno invoca progetti si superserate che poi finiscono sempre allo stesso modo: alle 4 di mattina, al solito bar, scappati da feste dove ci si sente un pesce fuor d’acqua, per brindare con un limoncello e pochi amici ma buoni.
Insomma, caro 2012, bando alle ciancie, stai per sparire per sempre e quindi, prima che sia tardi, in nome della Previdenza, meglio dare a Cesare quel che è di Cesare.
Essì, perché, caro 2012, ho parecchio per cui ringraziarti. (Mi sa che Pollyanna, con quel gioco da cretini che insegna a trovare sempre il lato positivo delle cose, non aveva poi tutto sto torto.)
Ad esempio potrei iniziare col ringraziarti per avermi insegnato che dopo il fondo, che spesso si tocca, c’è pure un doppio fondo, dispettoso e ben nascosto.
Che il verbo SPENGERE (prima N e poi G) è stato inserito nel Vocabolario della Crusca e che nel film THE CORE non ripetevano ogni due parole SPENGERE perché i doppiatori avevano organizzato una supercazzola (come dice un saggio).





Potrei ringraziarti perché, dopo la moda dei capelli piastrati, quella del riccio naturale, quella delle tendine anni ‘70 e quella delle onde da diva anni ’30, è finalmente arrivata la moda dei capelli Alla Cazzo, che mi fa risparmiare tempo, mantenendomi cool.
Grazie 2012 per come è andata. Qualche amico è andato via, ma è stato bello averlo al mio fianco. Qualcun altro si affaccia timidamente nella mia vita e, chissà, magari diventerà importante. Per quelli che c’erano e ci sono ancora quest’anno, beh, ti ringrazio 2012, non so quanto lo facciano loro.
Grazie per la torta crepes del compleanno, per il tizio poeta che si è seduto al mio tavolo a Natale e mi ha recitato versi indimenticabili dimostrandomi che solo i pazzi sono normali.
Grazie per il sogno di una vita. Primo perché si è realizzato prima dei 30. Poi perché consiste nel fare il lavoro per cui sono nata. E terzo perché consiste nel trovarlo un lavoro. Che di sti tempi..
Grazie per i capelli bianchi, segno che divento saggia (o che ho preso la corrente che dir si voglia), grazie per la cassapanca di legno abbinata al resto dei mobili, grazie per il ricettario che sarà riempito tra qualche anno (c’è sempre tempo per imparare a cucinare).
Grazie per i momenti di deep depression, che mi hanno fatto apprezzare ancora di più quelli belli, arrivati dopo.
Grazie per le cose scontate. Come l’amore, che si trasforma e, spogliato di tanti orpelli, diventa sempre più intenso e vero.
Grazie per avermi dato la possibilità di fare la zia, che per me significa sedermi per terra e giocare con i personaggi di Toy Story, mentre il bambino mi guarda inebetito.
E come dimenticarlo, grazie 2012 per questo blog. Un angolo di pace nato proprio un anno fa, quando tutto era diverso, ma scorreva comunque velocemente.
E se il 2012 è andato così bene, con il 13 che è il mio numero fortunato che cosa succederà? Beh, lo scopriremo solo vivendo, mi sa.

Come solo una Zia può augurare

Buon 2013 a tutti!

Zia Cin
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